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E.S. 1961

“Il futuro è già cominciato ed anche la pittura – io ritengo – ha il suo posto in questa avventura di discoprimenti, con l’ingenuità che la contraddistingue”

Ettore Sobrero, Autopresentazione della Mostra al Circolo degli Artisti di Biella – 1965

Se confronto le sue pitture e le mie pagine, vedo che, presi dalla vertigine dell’infinito, abbiamo cercato entrambi il modo più naturale di considerarci abitanti dell’universo, ma chi ha saputo muovercisi con un’ilare leggerezza, senza che la sua commozione cosmica venisse mai meno, è stato lui, Sobrero.

Italo Calvino

 Les lignes de Sobrero sont pures, les firmaments qu’il fréquente sont vierges presqu’encore, tout juste la griffe de quelques paraphes de héros. Ses sillons se modulent; il côtoie la musique. Les galaxies lui deviennent familières; il y voit son chemin et quand il croise un bolide c’est pour lui le présage d’une autre circulation à laquelle il faudra s’agréger si nous voulons, minuscules et géniaux terriens, nous dégager de nos misères. Voici que se tord la matière sous la volonté du peintre; elle se hat en une ronde insensée, sauvage puis d’harmonie en l’éternel combat de la création.

George Prade

Una volta fece contattare il senatore a vita Giulio Andreotti per regalargli una piccola libreria personalizzata. Il politico democristiano, abituato al do ut des, chiese che cosa volesse davvero Sobrero. E si sorprese quando il grande miniaturista si presentò nello studio di Palazzo Giustiniani con la sua opera sotto il braccio, avvolta in carta di giornale, con un giubbotto di tela e sotto la maglietta. Non voleva nulla, solo regalare quella sua collezione minimalista ad una persona che, nonostante la fama controversa, riteneva un politico di razza.

Il Corriere Della Sera
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